Il SUL minaccia un altro sciopero al Porto Canale di Cagliari

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Proriestì: è gravissimo che CLP abbia solo pensato di poter incutere timore o di dissuadere i lavoratori ad esercitare il diritto di sciopero Il Coordinamento Portuali di Cagliari del Sindacato Unitario Lavoratori (SUL) minaccia la proclamazione di uno sciopero di 48 ore, che seguirebbe quello di 24 ore svolto martedì, o altre forme di protesta per rivendicare la tutela dei diritti dei lavoratori della Compagnia Lavoratori Portuali (CLP), la società che, ai sensi dell'articolo 17 della legge 84/94, è autorizzata a fornire manodopera alle imprese del porto di Cagliari.
«È notizia di queste ore - ha spiegato in una nota il sindacato - che l'azienda CLP ha provveduto a emettere delle contestazioni di mancanza ad alcuni lavoratori suoi dipendenti che hanno aderito allo sciopero del 20 gennaio proclamato dal SUL. Se la situazione aziendale è cosi drammatica - ha rilevato il segretario nazionale del SUL, Antonio Proriestì - questa iniziativa dimostra il perché. È palese che la dirigenza di CLP o non conosce la legge o sta attuando l'ennesima azione repressiva nei confronti dei lavoratori».
«È gravissimo - ha proseguito Proriestì - che CLP abbia solo pensato di poter incutere timore o pensato di dissuadere i lavoratori ad esercitare il diritto individuale di sciopero garantito dalla nostra costituzione e dalle leggi vigenti in materia di lavoro oltre dal contratto collettivo di categoria che
quest'azienda dovrebbe conoscere ed applicare. È proprio su questo problema, e cioè l'applicazione del contratto, che il 20 gennaio scorso il SUL ha scioperato, oltre il problema dei mancati pagamenti dei ratei di tredicesima e quattordicesima 2014 e i ritardi degli stipendi. Se fosse cosi diligentecome usa l'arma della contestazione disciplinare ad intimidire i lavoratori, per trovare il modo di versare il TFR ai lavoratori ed i ratei di tredicesima e quattordicesima e non pensasse di introdurre ulteriore flessibilità tale da equiparare i lavoratori agli schiavi del III millennio senza diritti e senza
tutele, lo sciopero del 20 sicuramente non ci sarebbe stato».
«Quest'azione di CLP - ha sottolineato Roberta Massoni, segretaria del Coordinamento Portuali SUL di Cagliari - rappresenta la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non possiamo più tollerare questi atteggiamenti repressivi e discriminanti e siamo pronti ad attuare ogni forma di tutela per i lavoratori, oltre che un altro sciopero di 48 ore se sarà necessario».
«A tale proposito - ha aggiunto Pronestì - chiediamo ufficialmente e pubblicamente all'Autorità Portuale di svolgere il proprio ruolo di garante a tutela dei lavoratori e di verificare, visto anche quanto è affermato nell'accordo di II livello sottoscritto dalla stessa Autorità, se ci sono ancora le condizioni
che la CLP possa operare all'interno del porto. Chiediamo inoltre a tutte le autorità competenti di attenzionare la situazione di CLP anche in virtù dell'utilizzo smodato dei lavoratori a chiamata giornaliera lasciando in mancato avviamento (quindi pagati dallo Stato) i propri dipendenti. Anche
a Porto Canale - ha concluso Pronestì - vigono le leggi e nessuno può pensare di non osservarle».